• INDUSTRIA, MODA E ARCHITETTURA

Date:   marzo 6, 2014

INDUSTRIA, MODA E ARCHITETTURA.
Proposta per un centro culturale a Reggio Emilia

Luogo: Reggio Emilia, Emilia Romagna, Italia
Progetto: arch. Valentina Casotti (relatore: arch. Luca Vacchelli)
Timeline: 2011
Programma: tesi di laurea specialistica in Architettura

Il tema progettuale ha cercato di focalizzare l’attenzione su un centro per la cultura, come luogo di prestigio aziendale, ma soprattutto come luogo per la collettività, in cui poter usufruire di diverse funzioni. Per rimuovere la moda dalla percezione che la gente ha di mero oggetto di consumo, quindi frivolo e altalenante, si è deciso di collocarla nel contesto della vita quotidiana. La moda dipende sì dal tempo, non solo nell’evoluzione dei tessuti e del costume, ma anche nel cambiamento stagionale degli stili nel tempo, ma dipende soprattutto da chi la utilizza. Per rappresentare un centro per la moda moderna non si è voluto ricorrere ad un edificio tradizionale per un museo, che cercasse invece di fermare il tempo, di rimuovere gli oggetti dal contesto della vita quotidiana. La proposta vuole mettere la moda nel museo in movimento. Perciò, invece di separare le funzioni didattiche e museali, il progetto unifica gli episodi architettonici, creando una piazza comune di accoglienza per i visitatori che conduca allo spazio espositivo, agli spazi didattici della scuola tessile e all’auditorium. Su questa piazza studenti, modelle, visitatori si muovono tra gli spazi di lavoro e didattici, per vivere la moda come un evento quotidiano. La variante ipogea è stata valutata come la migliore, sia per poter disperdere nel paesaggio la nuova architettura, ma soprattutto per stupire il visitatore al suo ingresso, quando scopre quanta meraviglia può raccogliere il sottosuolo. Si è deciso di lasciare solo pochi segni che denunciassero la presenza di questo nuovo complesso culturale: quello a cui si è dato maggiore valenza estetica è il grande volume emergente dello spazio espositivo che richiama il luccichio e l’originalità del flagship store del lusso. Volutamente questo corpo rompe la logica compositiva del complesso e si fa spazio dal terreno, per emergere come simbolo dell’intero progetto.

 

FACTORY, FASHION AND ARCHITECTURE.
New cultural center in Reggio Emilia

The project pays attention to a cultural centre, as a place of prestige for a fashion house, but mainly as a place for the people to take advantage of various functions. The creation of a multipurpose center for fashion could be the effective development of the industrial complex, recognizing the strategic value of the cultural project. To remove the perception that people have of fashion as a mere object of consumption, so frivolous and wavering, it was decided to place it in the daily life context. The fashion depends on the time, not only in the evolution of costume and textiles, but also in the seasonal change of styles over time, but mostly depends on who uses it. A traditional museum with an exhibition program that tries to stop time to “preserve” items would not represent a fashion museum. The idea of ​​the project wants to put the fashion in a dynamic museum, just like it happens every day. Thus, instead of separating the teaching functions from museum, the project wants connect different architectural episodes, creating a common place for visitors which leads to exhibition spaces, to educational spaces of the textile school and to an auditorium. On this square, students, models, visitors move between workspaces and educational experience for live the fashion as an everyday event. Other characters of the fashion are surprise and curiosity. The underground architecture is the best solution, besides disperse the new architecture in the green landscape, especially to impress the visitor at the entrance, when he discovers how much wonder it holds in the underground heart. It was decided to leave only a few signs that denounce the presence of this new cultural complex: the emerging large volume of the exhibition space has the best estetic value, that recalls the glitter and the originality of the flagship stores of luxury. This body deliberately breaks the logical composition of the complex and emerge as the symbol of the entire project.